I prefetti sono funzionari che hanno raggiunto il grado più alto tra i dipendenti del ministero dell’interno. Che svolgano il proprio mandato in una prefettura, ai vertici dell’apparato ministeriale o in un altro incarico ricoprono comunque ruoli chiave e non solo per quanto riguarda l’ordine pubblico e la sicurezza. Per questo il potere di nomina attribuito al ministro dell’interno è di grande importanza. Tuttavia il movimento dei prefetti dai vari incarichi, così come la loro attività, sono raramente al centro dell’attenzione.


Il ministro dell’interno nomina i prefetti e stabilisce poi quale incarico attribuirgli, non solo nelle prefetture.
Vai a
“Chi nomina i prefetti”

Cambiamenti estivi ai vertici delle prefetture

Prima dell’estate i prefetti nominati al vertice di una prefettura dall’attuale ministro dell’interno erano 33, quindi meno dei 51 che ancora dovevano il proprio incarico all’ex ministro Salvini.

Nel corso dell’estate però si sono susseguite diverse nomine, una a giugno, 11 a luglio e 5 ad agosto.

50 i prefetti nominati dalla ministra Lamorgese al vertice di un ufficio territoriale del governo.

 

In Italia sono 103 gli uffici territoriali del governo (Utg), ciascuno dei quali ricalca grossomodo il territorio di una provincia. A Trento e a Bolzano al posto degli Utg sono presenti dei commissariati del governo, mentre ad Aosta le funzioni prefettizie sono svolte dal presidente della regione. Per la provincia di Sud Sardegna infine il prefetto competente è quello di Cagliari.

 

FONTE: openpolis
(ultimo aggiornamento: martedì 25 Agosto 2020)


Le nomine più importanti

Le prefetture non hanno tutte la stessa importanza. Essere nominati a capo di una prefettura piuttosto che di un’altra quindi può fare molta differenza. Un particolare peso ad esempio è riservato alle prefetture dei capoluoghi di regione, che tra le altre cose svolgono funzioni di raccordo tra il governo e l’amministrazione regionale.


In ogni Regione a statuto ordinario il prefetto in capo all’ufficio territoriale del governo del capoluogo di regione svolge le funzioni di rappresentante dello stato per i rapporti con il sistema delle autonomie.
Vai a
“Che cosa fa il prefetto”

Delle 17 nomine avvenute nel corso dell’estate 5 hanno riguardato capoluoghi di regione. A Cagliari è stato nominato Gianfranco Tomao, già prefetto di Livorno, mentre a Perugia Armando Gradone, che precedentemente svolgeva il proprio incarico a Siena. Il nuovo prefetto di Bologna è invece Francesca Ferrandino, prima alla prefettura di Catanzaro. Qui al posto di Ferrandino è arrivata Maria Teresa Cucinotta, già prefetto di Lecce.

Ma la variazione più importante ha sicuramente riguardato la prefettura di Roma. L’incarico era stato ricoperto da maggio 2019 da Gerarda Pantalone, che adesso lascia l’incarico per approdare alla corte dei conti, con il ruolo di consigliere.

Al suo posto è entrato invece il prefetto Matteo Piantedosi. L’importanza di questa nomina si deve da un lato all’evidente prestigio della prefettura della capitale e dall’altro ai ruoli chiave ricoperti fino a questo momento da Piantedosi.

 

Quella di prefetto è la qualifica più alta in grado dei funzionari di carriera prefettizia. La qualifica di prefetto permette di ricoprire incarichi di vertice presso il ministero dell’interno, ma anche altri ruoli come il capo o vicecapo della polizia di stato. Inoltre i prefetti possono essere nominati alla guida di una prefettura – ufficio territoriale del governo.

 

FONTE: openpolis
(ultimo aggiornamento: martedì 25 Agosto 2020)



 

Nominato prefetto di Bologna dall’ex Ministro Minniti, Piantedosi è stato poi chiamato dall’allora ministro Matteo Salvini a ricoprire il ruolo di capo di gabinetto.

Questa posizione gli è stata poi riconfermata dalla ministra Lamorgese, fatto piuttosto rilevante visto che per gli incarichi negli uffici di diretta collaborazione con il ministro è previsto un particolare rapporto di fiducia. È dunque del tutto normale che quando cambia un ministro cambi anche il suo capo di gabinetto.

Un nuovo capo di gabinetto

A circa un anno dall’entrata in carica la ministra Lamoregse ha quindi deciso di cambiare il proprio capo di gabinetto. Si tratta di un incarico molto importante che tra le altre cose svolge il ruolo di raccordo tra il vertice politico e l’apparato ministeriale.

In sostituzione di Piantedosi è stato chiamato a ricoprire l’incarico il prefetto Bruno Frattasi da febbraio 2019 direttore dell’agenzia nazionale per l’amministrazione dei beni sequestrati alla criminalità organizzata.

 

 

FONTE: openpolis
(ultimo aggiornamento: mercoledì 26 Agosto 2020)



 

Inoltre in precedenza Frattasi ha svolto l’incarico di capo del dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile. Ovvero il dipartimento attraverso cui, tra le altre cose, il ministero dell’interno partecipa alle politiche di protezione civile. Infatti il capo del dipartimento è automaticamente anche membro del comitato operativo della protezione civile.

In una fase di emergenza sanitaria è importate che persone con competenze di protezione civile ricoprano ruoli chiave.

In un momento di crisi sanitaria come quello che stiamo attraversando il fatto che Frattasi abbia esperienza nel settore della protezione civile ha probabilmente avuto un peso nella scelta del ministro. D’altronde il Viminale e le prefetture hanno avuto un ruolo cruciale nella gestione dell’emergenza e la pausa estiva ha rappresentato il momento ideale per riorganizzare l’amministrazione in modo da arrivare all’autunno preparati a un eventuale aumento dei casi di contagio.

Foto Credit: ministero dell’interno

L’articolo Il movimento dei prefetti e le nomine di Luciana Lamorgese proviene da Openpolis.